LA MAESTRA DEL VETRO di Tracy Chevalier (2)

L’isola di Murano e Venezia sono l’ambientazione della storia della famiglia Rosso, maestri vetrai in Murano.
Questo ruolo però le stava stretto e spesso si soffermava nel laboratorio del vetro, dove il padre e i fratelli creavano i loro capolavori, ammirandoli di nascosto.
Tutto cambia quando il padre Lorenzo Rosso, muore per un incidente sul lavoro.
Le decisioni vengono ora prese dal figlio maggiore Marco Rosso. 
Orsola, che mal si relaziona con il fratello Marco, sogna di lavorare da sola e creare i suoi oggetti.
Con l’aiuto di una mentore Maria Barovier, unica donna a Murano che gestisce un laboratorio del vetro, impara a fare le perle diventando una brava perliera, mestiere che aiuterà la famiglia Rosso nelle varie vicissitudini economiche.
Questo racconto magico, cancella il tempo a Murano e Venezia e fa trascorrere gli anni dei loro abitanti, molto più lentamente che nel resto del mondo.
Il lancio sull’acqua dell’immaginario sasso del tempo, arriva ora all’anno 1574. Orsola si innamora di Antonio, un pescatore che vuole fare il vetraio (un amore che durerà per Orsola seicento anni).
In questo periodo Orsola e la sua famiglia vivranno i terribili anni della peste.
Eccoci di nuovo con il nostro sasso liscio, tirato a pelo d’acqua sulla laguna e siamo arrivati nel 1631, la peste ha fatto il suo corso, è il periodo di Galileo, di Shakespeare e del Caravaggio.
Un tiro del sasso ed eccoci nel 1755 periodo di rinascita per Venezia, il Carnevale attira molti turisti e siamo in pieno Illuminismo.
Un altro tiro del sasso ed eccoci nel 1797 periodo della rivoluzione americana e francese e del Neoclassicismo.
Un tiro del sasso ed eccoci nel periodo delle guerre mondiali 1915-1940.
Il sasso fatto schizzare sulla laguna tocca terra, siamo nel 2019.
Orsola ha 65 anni, è famosa a Venezia, ha aperto un negozio a Venezia, le sue perle colorate custodiscono la storia di chi le create e di chi le ha possedute.
Orsola ora ha in mano un delfino di vetro consegnatole da un uomo: Alessandro Scaramal.
Antonio dopo essersene andato sulla terraferma in cerca di fortuna, a ricordo dell’amore profondo per Orsola, ha continuato a inviarle delfini come pegno d’amore. I delfini che Orsola riceveva erano una tradizione che si tramandava nella famiglia di Antonio Scaramal: a farle pervenire i delfini erano stati i figli, i nipoti e i pronipoti di Antonio.
Con un sorriso, Orsola scopre ora che l’amore che Antonio Scaramal nutriva per lei, era senza tempo: nella famiglia Scaramal tutte le bambine nate nei 600 anni trascorsi, si chiamavano Orsola.
La lettura di questo libro appassionerà tutti, soprattutto i veneti come me.

Recensione di Rosanna Lista


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