Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2026

NON LASCIARMI ANDARE di Catherine Ryan Hyde

Immagine
  La storia si svolge in un condominio nei quartieri poveri di Los Angeles: una periferia dove i mezzi economici sono pochi, il disagio è molto. In ogni appartamento ce n’è in abbondanza. Grace è una ragazzina di dieci anni che vive con la mamma tossicodipendente. Billy è un ex ballerino talentuoso che ha lasciato le scene per depressione e attacchi di panico. Da dieci anni non esce di casa. Altri abitanti sono il vecchio burbero e odiato da tutti, l’immigrato emarginato, l’estetista sola, la vecchia signora malata. Tante solitudini, tutte diverse, vite che scorrono vicine, senza mai trovare un punto d’incontro, nemmeno un saluto, nulla da condividere. Grace ha l’abitudine di uscire dal suo appartamento ogni volta che la mamma si abbandona alle sostanze. La ragazzina si siede sul marciapiede. Tutti la vedono, la tengono d’occhio, si chiedono cosa succede a questa ragazzina. Comincia così per ogni inquilino un lento esercizio per sgretolare il silenzio e per capire. Ognuno si accorg...

CIRCE(4) di Madeline Miller

Immagine
Ricordo la maga Circe narrata nello sceneggiato della Rai, anni ’60. Mi aveva colpita e affascinata. La sua  storia, narrata qui, è molto più complessa. Circe cresce nel palazzo di Elios, suo padre. Si scontra con la superbia, l’egoismo, l’alterigia degli dei e della loro discendenza. E’ disprezzata, sminuita, allontanata. Lei commette degli errori, cerca di riparare, di capire, cerca di amare. Viene costretta all’esilio sull’isola di Eea e scopre la sua enorme forza: è una maga, può produrre malefici, può proteggere chi ama con l’utilizzo delle erbe. Impara a riconoscerle, raccoglierle, lavorarle con impegno. Le sue erbe sono potentissime.  Per gelosia trasforma Scilla in una creatura mostruosa e crudele, per punire l’arroganza dei mortali li  trasforma in porci, per amore sa anche tornare indietro. L’amore materno per il figlio Telegono, avuto da Ulisse, vincerà su tutto. Per il figlio è disposta a qualunque cosa. Il mondo degli dei è deplorevole, i ...

Maurizio De Giovanni: L'OROLOGAIO DI BREST(3). Oggi è domenica, ed è maggio

Immagine
L'orologiaio di Brest è un romanzo molto particolare. La sua struttura peculiare si disvela già dalle prime pagine. Quando decidi di cimentarti nella composizione di un puzzle, rovesci sul tavolo tutti i pezzi in ordine sparso: alcuni mostrano la superficie giusta, altri il rovescio e tutti sembrano dirti:≪ bel rompicapo, vero? Ce la farai a metterci tutti insieme e a formare un bel quadro significativo?≫ Questa è la sfida di De Giovanni. Non nascondo di aver avuto qualche momento di confusione durante la lettura della prima parte: tanti personaggi che entrano in scena, tante storie apparentemente senza alcuna connessione tra di loro. Faticoso seguire l’intenzione dello scrittore. Poi, quasi magicamente, ti ritrovi nel bel mezzo di una rete decisamente interconnessa… E cominci a capire. Il romanzo offre momenti di piacere inaspettati, al suono e al ritmo di meravilgiosi carillon. E momenti bui altrettatnto inaspettati :macchine nere di rappresentanza oscure come le trame che vengo...