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V. Ardone-TANTA ANCORA VITA. I bambini ci salveranno…

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  Ho appena finito di leggere Tanta ancora vita di Viola Ardone. Arrivata all’ultima pagina ho trattenuto a stento le lacrime. Non è un “fumettone strappacuore” e dunque perchè queste lacrime? Per la felicità di averlo letto con il cuore e con la testa, velocemente, con la voglia impellente di andare alla pagina seguente per vedere cosa succede. E tante cose succedono nelle vite dei protagonisti: Kostya che incontriamo all’inizio del libro e accompagnamo nel suo viaggio di formazione e rinascita, Ucraina-Italia-Ucraina-Italia, fino alla fine. Attraverso i suoi occhi e le sue parole immaginifiche incontriamo la guerra, i luoghi, le persone. Ci stupiamo di fronte ai suoi giudizi innocenti sulla guerra, alla sua nostalgia per il mondo che si sta lasciando alle spalle, per la scuola, gli amici, tutto… Le sue parole sono una testimonianza sulla guerra dalla parte dei bambini,. Kostya vede i droni portatori di morte come insetti che ronzano, che sembrano giocattoli con i quali però gi...

Il Teno dei Bambini di Viola Ardone (3)

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  La storia dei bambini del Sud, che per un periodo limitato vanno al Nord accolti da famiglie che offriranno loro una vita migliore, pone il problema del dopo. Del ritorno e soprattutto del confronto di due prospettive di vita futura diverse. La scelta che il bambino fa non può essere quella di tutti gli altri perché il legame affettivo con la famiglia non è lo stesso. Il fatto raccontato mi ha richiamato alla mente le difficoltà che hanno quei giudici minorili che devono decidere se togliere i figli a certe famiglie per offrire loro un futuro migliore, ma nello stesso tempo staccandoli da un legame affettivo naturale. Cosa è meglio? Non lo so. La storia del bambino che fa la sua scelta dimostra alla fine che non è facile recidere quei legami. Anna Brusaferro

IL TRENO DEI BAMBINI (2) di Viola Ardone Ed. Einaudi

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  Ho trovato molto interessante questo libro, perché non conoscevo l’iniziativa organizzata alla fine della seconda guerra mondiale dalle donne appartenenti al Partito Comunista insieme a quelle dell’Unione Donne Italiane. Si trattava di ospitare alcuni bambini dell’Italia del Sud da parte di famiglie dell’Emilia Romagna per un periodo di tempo, al fine di toglierli dalla fame e dalla miseria. Il protagonista della storia è Amerigo Speranza, un bambino di sette anni molto intelligente, astuto, vivace che, come ogni bambino della sua età, combina parecchie marachelle tanto che la madre l’ha soprannominato “malerba”. Amerigo narra la propria vita in prima persona, usando spesso parole del dialetto napoletano e modi di dire propri del popolo che abita nei vicoli della città di Napoli. Il bambino viene mandato in Emilia Romagna dalla madre Antonietta per salvarlo dalla fame e dal freddo invernale che per loro sono compagni quotidiani. Il piccolo ha molta paura di salire sul treno che l...

Viola Ardone: TANTA ANCORA VITA

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Questo é l’ultimo, intenso romanzo della scrittrice napoletana, ambientato ai giorni nostri: siamo infatti nel 2022 dopo la prima ondata del Covid e all’ inizio della guerra in Ucraina. Il romanzo è raccontato in prima persona dai tre protagonisti che si alternano. C’è Kostya, il piccolo ucraino di nove anni, mandato dal padre da solo in Italia per sfuggire alla guerra e raggiungere la nonna a Napoli. C’è Irina, la nonna ucraina da tanti anni in Italia a fare la domestica, una donna che ha studiato filosofia e legge Dante ma parla appositamente un italiano approssimativo per non uscire dal suo ruolo di domestica straniera. E c’è Vita, insegnante di scuola serale, appena lasciata dal marito e reduce da un grave lutto, in preda alla depressione che lei chiama Orietta. Vita dapprima ha un rifiuto nei confronti di Kostya perché le ricorda il figlio perduto, ma poi troverà proprio nell’aiutare Kostya e Irina, la spinta per uscire dalla depressione, trovare un nuovo scopo nella vita e forse ...

OLIVA DENARO (2) anagramma del nome dell’autrice Viola Ardone

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   Oliva è una ragazzina che vive in un piccolo paese siciliano. La madre, di origine calabrese, si sente “trapiantata” al Sud, è severa con i figli e con il marito, si sente “custode” dell’onore e della rispettabilità della famiglia e delle tradizioni locali. Il padre, figura potente, si aggira silenzioso tra i campi, l’orto e gli animali; tutto vede, tutto ascolta; con i suoi sguardi, ma soprattutto con i suoi silenzi, sa guidare la figlia quando si trova in difficoltà. Oliva ha un fratello gemello, ma siccome è maschio, a lui sono permesse tante libertà (non è tenuto a lavorare in casa, può uscire quando vuole con gli amici e andare a divertirsi, ecc…..) Lei invece è femmina e quindi non può fare quello che le piacerebbe; anche l’andare a scuola, malgrado abbia bei voti, le viene vietato dalla madre: “tanto è femmina, si sposerà, avrà dei figli. Cosa le servirà aver studiato?” La sorella più grande si chiama Fortunata, ma nella vita non lo è stata certamente. Sposat...