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Il Teno dei Bambini di Viola Ardone (3)

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  La storia dei bambini del Sud, che per un periodo limitato vanno al Nord accolti da famiglie che offriranno loro una vita migliore, pone il problema del dopo. Del ritorno e soprattutto del confronto di due prospettive di vita futura diverse. La scelta che il bambino fa non può essere quella di tutti gli altri perché il legame affettivo con la famiglia non è lo stesso. Il fatto raccontato mi ha richiamato alla mente le difficoltà che hanno quei giudici minorili che devono decidere se togliere i figli a certe famiglie per offrire loro un futuro migliore, ma nello stesso tempo staccandoli da un legame affettivo naturale. Cosa è meglio? Non lo so. La storia del bambino che fa la sua scelta dimostra alla fine che non è facile recidere quei legami. Anna Brusaferro

IL TRENO DEI BAMBINI (2) di Viola Ardone Ed. Einaudi

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  Ho trovato molto interessante questo libro, perché non conoscevo l’iniziativa organizzata alla fine della seconda guerra mondiale dalle donne appartenenti al Partito Comunista insieme a quelle dell’Unione Donne Italiane. Si trattava di ospitare alcuni bambini dell’Italia del Sud da parte di famiglie dell’Emilia Romagna per un periodo di tempo, al fine di toglierli dalla fame e dalla miseria. Il protagonista della storia è Amerigo Speranza, un bambino di sette anni molto intelligente, astuto, vivace che, come ogni bambino della sua età, combina parecchie marachelle tanto che la madre l’ha soprannominato “malerba”. Amerigo narra la propria vita in prima persona, usando spesso parole del dialetto napoletano e modi di dire propri del popolo che abita nei vicoli della città di Napoli. Il bambino viene mandato in Emilia Romagna dalla madre Antonietta per salvarlo dalla fame e dal freddo invernale che per loro sono compagni quotidiani. Il piccolo ha molta paura di salire sul treno che l...