Maurizio De Giovanni: L'OROLOGAIO DI BREST(3). Oggi è domenica, ed è maggio

L'orologiaio di Brest è un romanzo molto particolare. La sua struttura peculiare si disvela già dalle prime pagine. Quando decidi di cimentarti nella composizione di un puzzle, rovesci sul tavolo tutti i pezzi in ordine sparso: alcuni mostrano la superficie giusta, altri il rovescio e tutti sembrano dirti:≪ bel rompicapo, vero? Ce la farai a metterci tutti insieme e a formare un bel quadro significativo?≫


Questa è la sfida di De Giovanni. Non nascondo di aver avuto qualche momento di confusione durante la lettura della prima parte: tanti personaggi che entrano in scena, tante storie apparentemente senza alcuna connessione tra di loro. Faticoso seguire l’intenzione dello scrittore. Poi, quasi magicamente, ti ritrovi nel bel mezzo di una rete decisamente interconnessa… E cominci a capire.

Il romanzo offre momenti di piacere inaspettati, al suono e al ritmo di meravilgiosi carillon. E momenti bui altrettatnto inaspettati :macchine nere di rappresentanza oscure come le trame che vengono ideate sui suoi comodi sedili. Professori, Università, molestie,vere o presunte, madri con l’Alzheimer, ricordi che riafforano. Madri che non si rassegnano, padri in fuga, figli in cerca di amore e consolazione…

Orologiai super esperti che nascondono misteri. E tanto,tanto altro. E Brest? E la costa atlantica della Francia? Cosa c’entra con la storia e i suoi protagonisti? Lo scoprirete.


E bravo Maurizio!! Hai rischiato l’abbandono causa sovrabbondnza di indizi, ma poi mi hai ripagato abbondantemente con una trama efficace dal senso profondo, che finalmente capiamo.

La storia che ricollega i fili, come nel puzzle la cornice, è quella della giornalista Vera che inzia un viaggio doloroso e arduo alla ricerca delle cause e dei responsabili della morte di suo padre, giovane poliziotto amante della famiglia e delle cose che realmente contano nella vita di un uomo.

A voi scoprire tutto il resto, in un caleidocopico fuoco d’artificio e di sorprese: “Fu bello”...


Un assaggio saporito

“Sapete, c'è un momento, quando hai riparato un orologio, che a me piace tantissimo, ma che a pensarci è terribile. Dopo aver verificato che il meccanismo funziona di nuovo, dopo essermi accertato che ogni pezzo è stato rimesso a posto, faccio una cosa banale e necessaria: porto lancette e datario, quando c'è, al giorno e all ‘ ora precisa.

lLo riporto al presente. gli dico: sai, orologio, tutto il tempo che sei rimasto fermo, inchiodatao a un'ora che poteva essere quella della tua morte, del tuo definitivo fermarti, il mondo ha girato, è andato avanti. Tu eri immobile, chiuso in un cassetto, o passavi di mano in mano nella speranza di essere riparato, ma nessuno ci riusciva: e la gente intanto nasceva e moriva, c'erano guerre e armistizi, il sole sorgeva e tramontava, e tu non lo sapevi.

Be’, adesso lo sai. Come se ti risvegliassi dal coma, così dico all’'orologio che funziona di nuovo. E tu puoi girare assieme al mondo, misurarne daccapo il tempo, il tuo battito in sintonia col suo, tic tac, secondi e minuti, e ore e giorni.” ppgg257-258

Recensione di Ornella Fortuna

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