DIMMI DI TE di Chiara Gamberale Ed. Einaudi

 C’è un momento nella vita di tutti, nel quale ci si ferma per guardare gli anni trascorsi, spinti da una sorta di “scollamento” tra quello che si sognava di realizzare da ragazzi e quello che si è diventati.


Chiara è una scrittrice, madre “single” di una bambina, che si trova a vivere questo delicato momento. Lei aveva lasciato la casa dei genitori, perché sita in un quartiere abitato da famiglie borghesi, che conducevano una vita “normale” quella che Chiara non ha mai accettato, come le regole impostele dai genitori.

Durante il periodo dell’università, la ragazza era andata a vivere in una mansarda, nella quale si riunivano alcuni amici che sognavano uno splendido avvenire, inconsapevoli delle difficoltà che la vita presenta e quindi impreparati ad affrontarle.

Quasi per caso, Chiara si è trovata madre di una bambina che ama moltissimo, ma non è stata capace di condividere la sua vita con il padre, così lui è andato a vivere in un’altra città. Chiara si dedica a crescere da sola la figlia, ma le difficoltà economiche collegate alla mancanza d’ispirazione, la costringono a tornare dai genitori nel quartiere che ha sempre rifiutato.

L’incontro casuale con Riccardo, un amico dell’adolescenza, le fa scaturire un’idea: contattare tutte le persone, che lei ammirava e cercava di emulare in gioventù, per scoprire se avevano realizzato i loro sogni.

In caso contrario, desiderava sapere com’erano riusciti a conciliare la loro situazione attuale con quanto avrebbero voluto ottenere dalla vita.

Chiara inizia ad incontrare i vecchi amici e ad intervistarli, constatando che ognuno è cresciuto riuscendo a non tradire se stesso. Attraverso questi colloqui, Chiara compie un viaggio dentro se stessa e comprende qual è la verità che ha sempre cercato di evitare e a far pace con la persona che è diventata. Chiara ha paura di amare e di perdere la persona amata, per questo evita di cercare un altro amore dopo la nascita di sua figlia.

Alla fine delle interviste, troverà la sua strada e riuscirà finalmente a pronunciare il nome del padre di sua figlia, cosa che non era pronta a dire quasi fosse sinonimo di un possibile legame che lei non desidera. Anche della figlia tanto amata non si conosce il nome, viene chiamata “Bambina” quasi temesse di perderla solo pronunciandone il nome.

Consigliato

RECENSIONE

Il romanzo è “corale”, infatti sono presenti molti personaggi con i quali l’autrice ha la capacità di entrare in sintonia, scrivendo un romanzo che invita a riflettere sul valore della memoria e sull’importanza di trovare un equilibrio fra le speranze giovanili e ciò che si è realizzato.
I temi trattati sono: l’amore, l’amicizia e la ricerca di dare un senso profondo alla propria vita.
Lo stile è scorrevole, la trama coinvolgente, i personaggi ben caratterizzati e il finale “a sorpresa”.

Daniela Dagli Orti



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