LE VITE NASCOSTE DEI COLORI di Laura Imai Messina (2)

E’ possibile che i colori e le loro più svariate sfumature, possano essere identificati e nominati da una bambina che a quattro anni non parla, ma distingue tutti i colori?

Mio vede tutte le sfumature possibili dei colori e le vede anche nelle persone. Verrebbe così spontaneo chiederle che colore ho, che sfumature vedi in me?

Mio d’altra parte, ha condotto la sua esistenza tra i tessuti e le tinture naturali, fatte a mano dal nonno, nella sartoria di famiglia dove si confezionavano i kimoni da sposa più belli del mondo.

La vita di Mio si intreccia poi, con la vita di Aoi, un ragazzo cresciuto in un’ impresa di onoranze funebri.

Un bambino nato tra le persone defunte con le quali parlava, giocando nelle sale del commiato dove venivano sistemati i defunti prima di subire il rito della cremazione.

Per lui quindi non è stato un trauma quando dopo la morte del padre, ha dovuto proseguire l’attività della famiglia.

Aoi preparava con professionalità i defunti ed anche consolava i familiari e gli amici che restavano.

Nasce tra Mio e Aoi un amore, che usando la terminologia dei colori è per me di colore rosa antico:

rosa perché non è un amore passionale, antico perché è dominato dalle tradizioni e dalle usanze del popolo giapponese che hanno condizionano certe scelte dei protagonisti.

La loro vicenda infatti si intreccia con le vicissitudini delle loro famiglie di origine.

E stato per me un libro piacevole da leggere, ma non da rileggere.


Rosanna Lista


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