A me piace viaggiare, però non da sola, e ho iniziato a leggere il libro” Viaggio da solo” incuriosita dal commento di Paola che lo ha appena letto. E devo dire che è stata una piacevole scoperta perché non si tratta solo del racconto di un viaggio in bicicletta ma di un vero romanzo. Il protagonista è Francesco, un cinquantenne con un matrimonio fallito alle spalle, che parte con la sua mountain bike per un viaggio in solitaria in Abruzzo. Nel viaggio incontra Silvia, una ciclista solitaria, giovane, bella, atletica che corre velocissima con la sua moderna bici da corsa. La scrittura è scorrevole e ironica; il racconto non banale e puntualizzato di riflessioni interessanti: -Il matrimonio di Francesco si è incrinato quando lui ha preso coscienza di "non essere più il ragazzo che cammina verso la vetta della sua esistenza…ma l’uomo che vi discende dalla parte opposta” -Nel finale Francesco, dopo il quinto bicchiere di liquore, rimprovera il destino “ Sei subdolo! Tu non ci mandi...
Girolibro torna a riunirsi con lo stesso progetto in mente: leggere e scambiarsi storie, pensieri ed emozioni. Vi aspettiamo presso la Biblioteca "Melchiorre Cesarotti" di Selvazzano dalle 15.30 alle 17.30
Ho particolarmente gradito questo libro: esattamente nelle mie “corde”. Già i caratteri di stampa e la presentazione esteriore sono gradevoli. All’inizio potrebbe sembrare un bel diario di viaggio. Scrittura gradevole, sciolta, non troppo puntuale. Mi dispiaceva solamente non trovare nel testo l’indicazione esatta dei luoghi attraversati da questo ciclista viaggiatore. Puntualizzo che anch’io sono una ciclista viaggiatrice, anche se non in solitaria. E senz’altro ho avuto uno spunto per uno dei miei prossimi itinerari, dettato senza dubbio dalla curiosità che è riuscito a suscitare. Inoltrandomi nel testo, trovo anche una bella storia d’amore che non guasta e mi tiene appiccicata al libro per diverse ore nell’intento di trovarci un lieto fine. Continua il percorso bucolico ed eccomi ancora allo scoperto, trattenuta a forza, nel testo. Devo dire, libro architettato molto bene, scritto molto bene in un groviglio di sentimenti ed emozioni che spesso si incontrano in viag...
Vera Coen è una giornalista rimasta orfana di padre prima della nascita. Il padre era un carabiniere, che era di scorta ad un giovane magistrato, molto scrupoloso nel suo lavoro, che svolgeva con umanità e giustizia. Per queste sue qualità, il magistrato e la sua scorta sono stati vittime di un attentato che ha ucciso entrambi. La madre di Vera ha scelto questo nome per la figlia in quanto l’ha destinata a cercare la verità sulla morte del padre, dal momento che non è stato mai scoperto né il colpevole né il mandante del fatto di sangue. Andrea Malchiodi è un professore universitario coinvolto in uno scandalo accademico e colpito duramente dalla fine de suo matrimonio. La madre, che l’ha cresciuto da sola, si trova in una casa di riposo perché affetta da demenza, inoltre con la sua unica figlia Martina ha rapporti inconsistenti. Durante le ricerche sull’assassino del padre, Vera viene aiutata da Bruno, un ex poliziotto in pensione, che, durante il servizio attivo, si era occupato del c...
È un giallo, Ma il fatto è avvenuto 40 anni prima e non aveva mai trovato un colpevole. Le modalità dell'omicidio erano state quelle del terrorismo degli anni 80, ma nessuno l'aveva rivendicato e tutto era finito nel silenzio. La figlia della vittima però ora vuole indagare. È una giornalista e farà un'indagine personale e privata. L'autore comincia seminando indizi attraverso la presentazione dei vari personaggi che, come si intuisce, troveranno poi un collegamento nella storia. La loro descrizione è soprattutto introspettiva perché non sono tanto i fatti ad emergere, quanto piuttosto il modo di viverli. Il racconto prenderà corpo quando i due protagonisti si incontreranno e da allora si solleveranno mano a mano i veli che nascondono il finale, non risparmiando le sorprese. Buona lettura Anna Brusaferro
Questo è un libro che mi tocca profondamente. Un libro di viaggio e contemporaneamente un libro di storia passata e presente. In pratica un giro del mondo, documentato. Bellissimo. E’ un libro che non si vorrebbe mai finire, ti accompagna per molto tempo con le sue 700 pagine e poi quando si finisce, si sente già la nostalgia (saudade) L’autrice è un’antropologa svedese che ha studiato e documentato il percorso dei viaggiatori Portoghesi che a partire dal XV secolo hanno scoperto e dominato innumerevoli isole, isolette, Paesi e continenti tutto intorno al pianeta. Lei stessa ripercorre tutte le rotte imbarcandosi su navi commerciali. Parte dal Golfo di Biscaglia, raggiunge Ceuta, poi Capo Verde, la Guinea Bissau, l’Angola e il Mozambico lungo le coste dell’Africa occidentale. In ogni tappa, incontra un personaggio del luogo che trasmette tutto il vissuto delle generazioni precedenti, attraverso la storia di dominazione straniera e di riscatto con le guerre di indipendenza. Racconta d...
Nel suo saggio Niklas Brendborg ci parla di: Superstimoli: cosa sono e come agiscono su di noi. Perché si chiamano super? Guardate il lavoro che fanno! Come si crea una dipendenza. O vvero: come funziona il cervello? Perché ci piace così tanto stare sui social. Questione di cuore? Di testa? Di dipendenza? La verità su caramelle, patatine e su tutto quello a cui non riusciamo a rinunciare. Cosa ci manca? La teoria della diffusione del sale, degli zuccheri, degli oppioidi e molto altro. Mamma mia! Niente paura, non rimarremo vittime di tutto quello che Niklas ha descritto in questo interessante saggio. E tuttavia non possiamo fare finta di niente. Siamo esseri dotati di intelligenza, volontà e cuore, ma quante fragilità attraversano il nostro corpo e il nostro cervello nell’arco della vita! L’effetto più rilevante di questa lettura è la sgradevole sensazione di sentirsi un bersaglio di freccette “avvelenate” che ci rendono schiavi, succubi, dipendenti da varie so...
La storia dei bambini del Sud, che per un periodo limitato vanno al Nord accolti da famiglie che offriranno loro una vita migliore, pone il problema del dopo. Del ritorno e soprattutto del confronto di due prospettive di vita futura diverse. La scelta che il bambino fa non può essere quella di tutti gli altri perché il legame affettivo con la famiglia non è lo stesso. Il fatto raccontato mi ha richiamato alla mente le difficoltà che hanno quei giudici minorili che devono decidere se togliere i figli a certe famiglie per offrire loro un futuro migliore, ma nello stesso tempo staccandoli da un legame affettivo naturale. Cosa è meglio? Non lo so. La storia del bambino che fa la sua scelta dimostra alla fine che non è facile recidere quei legami. Anna Brusaferro
Quand’è che un essere umano si spezza? E quando cade a pezzi, il puzzle si può ricomporre? La rottura del filo di capello che tiene insieme il nostro essere riguarda tutti. È figlia della fragilità umana di fronte alle ingiustizie del mondo, alle passioni inascoltate, o vissute troppo intensamente. ≪Non avere paura. Verrai trattato bene, te lo giuro. Può succedere a tutti, Ferdinà. A volte ci spezziamo. È il dolore. Si annoda, si scioglie. Andiamo avanti così. Devono capire qual è la cura migliore. Durerà poco, te l’assicuro. Non possono scherzare con le cose dell’anima.≫ Non possono scherzare con le cose dell’anima. Parole oppiacee. Per sancirgli la condizione umana. Gli avevano stoppato il mugugno. Forse Ciccillo gli diceva la verità: il tempo di indagare nel dolore.” p.17 Siamo a Napoli, nella seconda metà del 1800, con il dottor Ferdinando Palasciano ortopedico, stimato professionista, e Olga Pavlova Vavilova, nobildonna russa, sua moglie di 20 anni più giovane. La contessa vive...
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